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Accompagnare le Indicazioni 

Misure di accompagnamento delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione 
 
DOCUMENTO DI LAVORO DEL COMITATO SCIENTIFICO NAZIONALE
  
 

Circolare Ministeriale n. 22/2013

Oggetto: Avvio delle misure di accompagnamento delle Indicazioni nazionali 2012.
Primi adempimenti scadenze.


 

Dalla collega Maria Speciale riceviamo la lettera che

segue e che pubblichiamo così come ci è pervenuta.


 


Al Ministro del MIUR

Prof.ssa Stefania Giannini

Viale Trastevere 76/A - 00153 ROMA

 

Al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

Al Sottosegretario del MIUR dott. Roberto Reggi

 


Mittenti: docenti della A013


Oggetto: problema della Chimica nel Liceo Artistico

 

Gentile Ministro,

vi scriviamo adesso per sollecitare, nell’ambito dei cambiamenti che pensate di attuare, un vostro intervento a favore della nostra disciplina. Ultimamente si parla tanto della “Buona Scuola”, ma con disappunto abbiamo notato che tra le discipline su cui avete in programma di potenziare non compaiono la Chimica e più in genere le materie scientifiche, sempre penalizzate in un Paese che non investe nella ricerca e che perde così sempre più in competitività e capacità di innovazione.

Nel caso della A013, da sempre assente nella scuola italiana d’elite (liceo classico e scientifico), la riforma Gelmini ha dato il definitivo colpo di grazia sopratutto nel Liceo di istruzione Artistica, già preesistente, ma che ora ha assimilato l’Istituto d’Arte (scuola di istruzione professionale che aveva 42 ore settimanali).

A nostro avviso i tagli operati dal ministro Gelmini sulla Chimica dei materiali sono stati ingiustificati, dato che l'Italia è uno dei paesi dell'Unione europea con un basso tasso di laureati nelle discipline tecnico-scientifiche.

Per maggiore chiarezza, riassumiamo tabella la distribuzione oraria della A013 prima della riforma (ex ISA, corso ordinamentale e ex Liceo artistico, corso sperimentale “Michelangelo”) e dopo (attuale Liceo Artistico):

 


ORE ALL’ISA ORDINAMENTALE

ORE AL MICHELANGELO

ORE AL NUOVO LICEO ARTISTICO

I ANNO

1

0

0

II ANNO

1

0

0

III ANNO

1

3

2

IV ANNO

4

3

2

V ANNO

4

Solo in alcuni indirizzi speciali.

0

TOTALI

11 ore

6 ore

4 ore


1) PERCHE’ LA CHIMICA NON E’ PIU’ PRESENTE AL V ANNO? Gli allievi che frequentano i Licei spesso proseguono gli studi in ambito universitario ( Architettura, Ingegneria, Scienza dei materiali, Accademia di Belle Arti, Beni Culturali), quindi necessitano di una buona conoscenza dei contenuti di Chimica generale inorganica e organica e di una capacità di applicazione a casi pratici che consenta il superamento delle prove di ingresso. Inoltre la preparazione complessiva deve fornire i prerequisiti per le materie d'esame del primo anno di corso. Attualmente tutto ciò è seriamente compromesso perché gli alunni, già impegnati nelle materie curriculari, dovrebbero approfondire queste conoscenze nel tempo extrascolastico e con lo studio autonomo.

 

2) PERCHE’ NEGLI ATTUALI INDIRIZZI DI GRAFICA E MULTIMEDIALITA’ LE DUE ORE SETTIMANALI SONO STATE AFFIDATE AI DOCENTI DELLA A060?

Non si capisce la logica della scelta allora operata, perché ad esempio quasi tutte le tecniche di stampa trattate dall’indirizzo di Grafica si basano su principi chimici, che infatti venivano ampliamente discussi nei programmi della A013, e che ora non sono più previsti nelle Linee guida.

 

3) COME MAI I PROGRAMMI MINISTERIALI DI CHIMICA SONO RIMASTI PRATICAMENTE INVARIATI? A fronte di una rilevante riduzione del monte ore complessivo dei corsi, gli obiettivi specifici di apprendimento indicati nelle Linee guida comprendono:

a) l'approfondimento dei contenuti di Chimica generale inorganica di base, di cui viene trattato solo qualche argomento nel corso di Scienze del biennio;

b) la Chimica generale organica di base;

c) la Chimica dei materiali specifici dei vari indirizzi unitamente alle tecniche artistiche;

d) attività sperimentali sulla Chimica generale inorganica e organica e prove di laboratorio sulla caratterizzazione dei materiali;

e) cenni sul degrado dei materiali e sul restauro.


Per di più si fa presente che attualmente le classi a volte sono composte anche da più di 30 alunni e che nei Licei Artistici sono spesso iscritti allievi DSA, BES o diversamente abili in maggiore percentuale rispetto ai Licei Classici o Scientifici, con necessità di ricorrere ad un Piano didattico personalizzato o ad un Piano educativo individualizzato. Inoltre la formazione di competenze richiede, oltre ad una buona progettualità e organizzazione, anche tempi adeguati e una continuità didattica che l'attuale frammentazione delle cattedre di A013 spesso non consente.

Per quanto scritto appare evidente che nel quadro orario attuale le ore di Chimica dei materiali sono insufficienti per permettere il pieno raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici.

 

Pertanto i sottoscritti docenti chiedono alle S.V. di incrementare le ore curricolari della A013 e di reinserirla al V anno, estendendola a tutti i tipi di indirizzo dell’istruzione Artistica.

 

Certi di un positivo riscontro, porgiamo cordiali saluti.

 

 

 

 

PARTECIPAZIONE AL DIBATTITO “LA BUONA SCUOLA”



1) Premesse generali


La scuola è una Buona Scuola se, in sé e per sé, nel contesto sociale e culturale, è strutturata coerentemente con le proprie finalità valoriali.


E’ essa un meccanismo complesso, con numerose interconnessioni e con una molteplicità di attori e di responsabilità.


Nella Buona Scuola vive un prerequisito fondamentale sul quale tutta l’organizzazione si innesta e si sviluppa : la qualità dell’insegnamento/apprendimento.


Il cardine dell’insegnamento di qualità è costituito da docenti formati e motivati, ma soprattutto preparati nelle discipline che dovranno essere apprese dagli studenti.


Preparazione e competenze specifiche sono assolutamente indispensabili nell’insegnamento delle discipline scientifiche a prevalente carattere sperimentale.

In tale ambito è universalmente riconosciuto come la Chimica eserciti un ruolo centrale nella comprensione della natura e nella sua manipolazione a fini progressivi, con enormi ricadute nel contesto economico, sociale e culturale della vita umana.

Non è superfluo a tal proposito ricordare come la Chimica sia il motore che origina la disponibilità di nuovi materiali, delle nanotecnologie, delle biotecnologie, tratti fonti, rinnovamento e gestione dell’energia, la tutela dell’ambiente, lo sviluppo della farmaceutica, la gestione efficace e sicura dei rifiuti.


Da ciò deriva il ruolo fondamentale della Chimica per il futuro del nostro Paese.

Questa affermazione trova inoltre sostegno in una serie di evidenze quali la tipologia ed il numero delle imprese operanti sia nel settore chimico in senso stretto, sia in attività industriali che hanno bisogno di utilizzare tecnologie chimiche. Settori peraltro soggetti a mercati altamente competitivi.


Questa doverosa premessa per segnalare, ancora una volta, come ancora oggi si assista al mancato riconoscimento della autonomia concettuale, epistemologica e metodologica della Chimica, che come disciplina originale ed indipendente, è lasciata fuori dalle aule e dai laboratori di tutti i tipi di Liceo.

All’esclusione della Chimica dai Licei si accompagna, ovviamente, la contestuale assenza di docenti chimici.

Questa duplice esclusione ha condotto ad una povertà della qualità dell’offerta formativa in campo chimico, con pesanti ripercussioni in ambito didattico, economico e culturale.

Infatti, docenti non chimici presentano non poche difficoltà nel trasmettere le adeguate conoscenze e competenze in questa disciplina, con conseguenze quali:

a) difficoltà degli studenti a percepire l’alto potenziale formativo della disciplina e le prospettive professionali ed occupazionali che essa offre;

b) basso numero di studenti iscritti ai corsi di Laurea ad indirizzo chimico;

c) disagio degli studenti ad affrontare, per la parte chimica, i test di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso;

d) diffuso atteggiamento di avversione, se non addirittura di rifiuto ed opposizione nei confronti della Chimica da parte dell’opinione pubblica, con susseguente incapacità di valutare consapevolmente argomenti di politica ambientale ed energetica.

 

Pertanto è indispensabile nella Buona Scuola provvedere ad una reale valorizzazione delle conoscenze scientifiche, e chimiche in particolare, evitando integrazioni tra discipline differenti, integrazioni che rischiano di essere artificiose, generiche, confuse e che non trovano fondamenti né scientifici, né pedagogici. Significativamente rilevante risulta essere, con tale approccio, la compromissione non soltanto dell’efficacia didattica delle attività laboratoriali, ma anche delle condizioni di sicurezza per persone e cose all’interno del laboratorio di chimica. Inoltre questo approccio è contrario alle esigenze di competenze e preparazione che un moderno sistema scolastico deve mettere a disposizione del proprio tessuto economico e sociale.



2) Proposte operative


Alla luce di quanto esposto in premessa si suggerisce quanto segue:


1) Revisione e modifica dei regolamenti dei nuovi Licei, con ridenominazione dell’insegnamento “Scienze Naturali” nei seguenti distinti insegnamenti:

- “Scienze Naturali (Chimica)” presente al II e IV anno

- “Scienze Naturali (Scienze della Terra e Biologia)” presente al I, III e V anno.

L’insegnamento di “Scienze Naturali (Chimica)” verrà assegnato in via esclusiva ai docenti laureati in discipline chimiche della attuale classe di concorso A013.

L’insegnamento di “Scienze Naturali (Scienze della Terra - Biologia)” verrà assegnato in via esclusiva ai docenti naturalisti e biologi della attuale classe di concorso A060.


2) Per gli Istituti Tecnici e Professionali, affidamento di tutti gli insegnamenti a carattere chimico ai docenti chimici della attuale classe di concorso A013.



Prof. Giorgio Cucciardi

Presidente Associazione Insegnanti Chimici

 
Sito aggiornato il 25 marzo 2015
 
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